M

Categorie

Crediti

FOTO: Andrea Rum, Luca Bazzini,
Simone Lingua
VIDEO & RENDER: Luca Bazzini
ART DIRECTION, TESTI E BIO: Tiziana Tommei
DESCRIZIONE OPERE: Simone Lingua
WEBDESIGN: Enrico Fico

KLINVE | Kinetic Jewels

Gen 15, 2019 | Eventi, Mostre

 

KLINVE
Kinetic Jewels
Concept by
Simone Lingua &
Made by Semar srl
Arezzo
2019

 

Klinve nasce dall’incontro tra Simone Lingua, artista e designer, esponente dell’arte contemporanea emergente, e Gabriele Veneri titolare di SEM-AR, azienda leader nella lavorazione di metalli preziosi. Dopo anni di conoscenza nei rispettivi ambiti professionali, nel 2018 si ritrovano immersi in un brainstorming che coniuga interessi, passioni, intuizioni e dal quale prende origine un nuovo progetto, al quale decidono di lavorare insieme, fondendo i reciproci know-how. Nasce Klinve. Marchio di gioielli contemporanei, in cui trova espressione la technè del brand SEM-AR, unita alla creatività artistica di Simone Lingua. oro bianco e quarzo, materiali scelti e trattati in ordine all’expertise dell’impresa orafa toscana, conferiscono forma visibile e tangibile all’idea dell’artista. Il concept, alla base del lavoro del designer, trova riferimento in ricerche e sperimentazioni inerenti all’arte cinetica, ambito identificativo di un iter che muove dall’architettura, alla plastica e alla pittura, per giungere all’installazione e quindi, oggi, al gioiello. In tale senso, Lingua è in linea con una tradizione insita nell’arte programmata, che nel passato ha sovente esteso l’imprintig multidisciplinare alla creazione nel settore jewelry. Klinve incarna il traslato di un’opera che prende spunto da un objet trouvé, una semisfera in plexiglass cromato, oggetto di studi e osservazioni in relazione ad ulteriori elementi messi in dialogo con essa. Il risultato è il bacio tra due componenti antitetiche: una concavità specchiata e un disco piatto trasparente contraddistinto da motivi grafici. una cupola che proietta all’interno il contesto che abita, includendo lo spettatore in una dimensione capovolta – che mostra ciò che registra l’occhio umano antecedentemente all’avvenuta elaborazione celebrale dell’immagine – ed ingannando sull’esistenza, la morfologia e la dinamica di punti, linee e superfici. Per effetto ottico, il disegno astratto mima un volume in aggetto, invadendo lo spazio del riguardante e disegnando un’illusoria sfera, in verità irreale. Il pendente che replica tale principio, diviene un punto di convergenza e di attrazione dello sguardo, fino a mimare per incanto un mezzo capace di veicolare il passaggio ad un obnubilamento dei sensi e dell’intelletto, verso un regno parallelo. Un prodotto di forte potere estetico e ad alta densità concettuale, espressione della relazione tra arte e impresa, un binomio questo fondato sulla creatività e sinonimo di contemporaneità, dunque, in ultima istanza un viatico per il futuro. [Tiziana Tommei]

Piattaforma di gestione del consenso di Real Cookie Banner